ME VOJO SARVA'- NESSUNO CI GUARDA

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ME VOJO SARVA'- NESSUNO CI GUARDATeatro

ME VOJO SARVA'- NESSUNO CI GUARDA

di e con Eleonora Danco

ME VOJO SARVA'
Atto unico in Slang Romano Personaggi di strada, intesa sia come marciapiede, sia come luogo interiore. In questa prima parte ci sono dentro i miei pezzi romani degli inizi e i più recenti. Storie che fanno ridere e fanno male. L'uso del Romano è di Astrazione Poetica. Il corpo lo uso e ci lavoro come fosse l'inconscio del personaggio. Quello che non si dice con le parole.
Il dialetto come suono dell'anima, un suono che sta in fondo. Una scrittura di immagini e ritmi. Flusso parola-corpo. Personaggi incastrati all'adolescenza, infantili, schizofrenici. Una ragazza matta alla fermata dell'autobus; un uomo imbottigliato nel traffico; l'addio di una coppia; una poesia sull'ottusità.

NESSUNO CI GUARDA
Atto unico sull'infanzia ispirato alla pittura di Jackson Pollock. Trattare la scrittura come fosse colore. La pittura di Pollock, solo in apparenza casuale, è il risultato di un lavoro maniacale e ossessivo sulla tela, intesa come spazio, come arena. La prima volta che ho visto un suo quadro ho pensato alla vita, cervello umano sbattuto contro una parete, un colare e vibrare di niente. Niente, inteso come nessuna forma di spiegazione. Ho applicato questo alla scrittura, partendo dal principio che l'essere umano, come nella pittura di Pollock, è un'apparente casualità in un percorso matematico ossessivo. Una coazione a ripetere. Volevo trattare l'infanzia anche in relazione alla vita adulta. I condizionamenti, l'educazione ricevuta. Una donna si sveglia da un sogno incubo, non riesce ad uscire di casa; in un'atmosfera onirica, oscilla tra la vita reale e quella del ricordo, la memoria; torna bambina, adolescente, i giochi, i dispetti con i fratelli, le perdite di tempo, attrazione inconscia per il padre, desiderio di morte per la madre. Il rapporto con il cibo. I sensi di colpa. Lo struggimento della vita adulta. Il corpo è usato come fosse un getto, uno schizzo di colore, scivola precipitando in diagonale, sul pavimento, si scaglia contro le pareti. Il movimento è l'inconscio.Slancio verso la vita e impulso a distruggerla.

Venerdì 22 e sabato 23 gennaio 2010 ore 21 - Teatro Alfieri (Via della Pineta, Cagliari)

Per informazioni:
Tel 333.2765002
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Biglietto unico: 10 euro

Informazioni biglietteria:
070/6778121
070/3481147